Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart

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Mozart e Haydn

 

di Roderick Swanston
 


 
     Franz Joseph Haydn fu uno dei compositori più autorevoli della sua epoca. Non sorprende dunque il fatto che Mozart lo ammirasse e fu influenzato dalla sua musica. Tra le sue prime opere che rivelano questa influenza ci sono i quartetti d'archi che egli scrisse a Vienna nel 1773 (da KV 168 a KV 173), circa un anno dopo aver ascoltato i quartetti dell'Op. 20 di Haydn, notevoli per la loro serietà, la tonalità minore e i finali fugati. Mozart non solo adottò la forma haydniana dei quattro movimenti (anziché tre come i primi quartetti), ma ne imitò anche la tessitura scarna e il tema musicale molto più denso. Inoltre l'andante fugato del quartetto KV 168 di Mozart inizia con una diretta citazione del finale fugato dell'Op. 20 n. 5 di Haydn: ed entrambi sono in Fa minore.

     Mozart non incontrò Haydn sino al 1784, quando abitava a Vienna; ma dopo che si furono conosciuti, divennero grandi amici e nutrirono una profonda ammirazione l'uno per l'altro. Mozart aveva avuto modo di ascoltare gli innovativi quartetti dell'Op. 33 di Haydn nel 1781 o nel 1782: subito dopo scrisse alcuni lavori prendendoli come modello. Completò il primo il 31 dicembre 1782, cui aggiunse gli altri cinque tra il 1783 e il 1785. L'intera serie, conosciuta come 'quartetti Haydn', comprende i seguenti quartetti: KV 387 in Sol maggiore, KV 421 in Re minore, KV 428 in Mi bemolle maggiore, KV 458 "La caccia" in Si bemolle maggiore, KV 464 in La maggiore e KV 465 "Dissonanze" in Do maggiore. Ciascuno di essi ha un carattere altamente sperimentale, e come tale costituisce un degno omaggio per il compositore più sperimentale che Mozart conobbe.

     Nel 1784, dunque, Mozart incontrò Haydn a Vienna. In occasione di una festa organizzata dal compositore inglese Stephen Storace, essi formarono un quartetto d'archi (Haydn, primo violino; Carl Ditters von Dittersdorf, secondo violino; Mozart, viola; Johann Vanhal, violoncello). All'inizio del 1785 Mozart diede un'altra "festa con quartetto" per celebrare l'ingresso di Haydn nella massoneria: a tale festa furono eseguiti tutti i sei 'quartetti Haydn'. Quest'ultimo rimase così impressionato che disse al padre di Mozart, Leopold: "Davanti a Dio e in tutta onestà, vi dico che vostro figlio è il più grande compositore che io conosca di persona o di nome. Egli ha buon gusto e, cosa ancora pił importante, ha una profondissima conoscenza dell'arte di comporre". Anche dopo essere stato maestro di Beethoven negli anni Novanta, Haydn non cambiò mai la sua opinione.

     Fino alla sua morte Mozart continuò ad ammirare Haydn e imparare da lui. Haydn, da parte sua, fu attento a mantenere la sua originalità e adottò soltanto alcune espressioni tipicamente mozartiane. Contrariamente a quanto si è scritto in molte biografie, al tempo della sua morte Mozart era considerato dai Viennesi come un compositore pari ad Haydn.

 

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