Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart

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La biblioteca di Mozart

 

di Jeremy Beadle
 


 
     Durante la vita di Mozart furono pubblicate le grandi opere di Goethe, Schiller e Lessing. I dolori del giovane Werther, un libro pre-romantico, apparve quando Mozart, che per molti è l'incarnazione del Classicismo, aveva appena diciotto anni. Secondo Hildesheimer, uno dei biografi di Mozart, "sappiamo che Mozart lesse il capolavoro di Goethe": ma la prova di ciò non si trova nella biblioteca di Mozart. Tuttavia bisogna rammentare che egli viaggiò parecchio, fu ospitato in molte case ed ebbe perciò la possibilità di accedere a svariate raccolte di libri.

     Mozart ebbe un'istruzione poco sistematica: la sua carriera di bambino prodigio impedì che compisse studi regolari. La sua biblioteca è una sorta di miscuglio, comprendente testi di narrativa, poesia, filosofia e, giustamente, alcune guide di viaggio.

     I poeti compresi nella sua biblioteca non sono tra quelli che oggi si considerano tra i maggiori. Blumauer, Gessner, Sonnenfels, Ewald von Kleist e Christian Weiss non sono, attualmente, tra le letture indispensabili per un uomo istruito. Neppure la filosofia estetica di Moses Mendelssohn, del cui Fedone Mozart possedette una copia, ebbe in verità molto seguito.

     Nella biblioteca non c'erano testi né di Goethe né di Schiller: l'unico testo di Goethe con cui Mozart può essere messo direttamente in relazione è una poesia intitolata Das Veilchen, che il compositore mise in musica (cfr. KV 476). Mozart conobbe i poemi filosofici di Klopstock, che molto probabilmente non gli piacquero.

     Mozart ebbe alcune opere di Wieland, la cui fama deriva da una traduzione tedesca di Shakespeare. Mozart conobbe Shakespeare andando a teatro: e nello stesso modo conobbe i classici del teatro francese e tedesco, tra cui Molière e Lessing, che furono messi in scena da compagnie teatrali ai cui spettacoli assisstette anche Mozart.

     La biblioteca di Mozart conteneva anche testi di storia: quelli di Federico II e l'introduzione di Mascow alla Storia dell'impero romano germanico. Il suo interesse per la storia fu probabilmente accresciuto dalla sua amicizia parigina con von Grimm, allora redattore di Correspondence.

     Stranamente assenti sono le opere di Voltaire e Rousseau. Nel 1778 Mozart scrisse con gaudio della morte di Voltaire, "l'arcicanaglia senza Dio": ma questo si giustificava probabilmente per dispetto contro von Grimm, con il quale l'amicizia si era deteriorata, o contro l'arcivescovo Colloredo, che adorava Voltaire. Non esiste prova che Mozart avesse mai letto qualcosa di Voltaire. Egli aveva invece una certa conoscenza degli scritti di Rousseau: utilizzò infatti la parodia di un'opera di Rousseau in uno dei suoi primi Singspiel (cfr. KV 50).

     Infine, cosa molto interessante ma forse non sorprendente, la biblioteca di Mozart era molto carente dal punto di vista musicale. I compositori presenti nella sua raccolta erano, tra gli altri, Christoph Gluck, Michael Haydn, Florian Gassmann, Johann Albrechtsberger. Nessun libro di teoria musicale: ma che bisogno aveva Mozart delle teorie altrui?

 

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