| Grazie ad alcune lettere di Mozart, assai conosciuto è l'episodio del prestito di denaro che venne concesso al compositore da un compagno frammassone, Michael Puchberg. Questo fatto, unito all'attuale reputazione della massoneria come socioetà di mutuo soccorso per le persone benestanti, può condurre al sospetto che l'interesse di Mozart per la massoneria fosse giustificato solo dallo scopo di favorire la sua carriera.
In verità questo sospetto non fa che travisare sia Mozart che la massoneria della sua epoca. Nell'impero asburgico del XVIII secolo la massoneria era del tutto priva di importanza, almeno sino al 1780, quando cominciò a fiorire. Verso la metà degli anni Ottanta c'erano a Vienna più di seicento massoni, suddivisi in sei diverse logge: i membri comprendevano aristocratici, uomini di governo, scienziati, accademici e persino religiosi. La massoneria viennese mirava soprattutto all'ideale illuministico di migliorare la vita dell'uomo. Negli incontri settimanali, così come nelle complesse cerimonie rituali per cui la massoneria è nota ancor oggi, i membri assistevano a conferenze di vario argomento, dalle scienze naturali alla politica. Le logge avevano delle biblioteche ricche di periodici indipendenti e di recenti pubblicazioni scientifiche e in certi casi avevano dei piccoli musei scientifici. Le logge compivano anche opere di carità: ad esempio, la loggia di Mozart, "Zur Wohltätigkeit" (Alla carità), nel 1784 raccolse 4.184 fiorini per le vittime delle inondazioni.
Non tutti i massoni erano votati all'illuminismo. Il movimento dei Rosacroce, che tra l'altro credeva nell'alchimia, era un notevole elemento discordante all'interno di alcune logge viennesi. Tuttavia gli ideali illuministi costituivano la forza dominante: leggendo alcune lettere di Mozart, sembra che furono soprattutto questi ideali a farlo aderire alla massoneria. Egli fu certamente un membro assai prezioso per la sua loggia, giacché gli incontri e le cerimonie dei massoni richiedevano spesso accompagnamenti musicali: Mozart scrisse varie cantate e composizioni strumentali, nonché una marcia funebre, destinate ad essere usate in un contesto massonico.
Nel 1785 l'imperatore Giuseppe II si mosse contro la massoneria austriaca. Sebbene molte logge sostenessero attivamente le idee riformistiche dell'imperatore, tuttavia esse rappresentavano, in quanto società segrete, una minaccia per un monarca autocratico. I nuovi decreti non vietarono il movimento massonico ma lo regolarono: tuttavia il disfavore imperiale fu evidente e perciò aristocratici e uomini di governo abbandonarono la massoneria, costringendo le logge ad unirsi l'una all'altra per evitare di estinguersi. La loggia di Mozart, unendosi ad altre due logge, riuscì a sopravvivere e il compositore rimase massone sino alla morte.
Dato che Giuseppe II sovrintendeva personalmente al Burgtheater di Vienna, per poter suonare nel quale era dunque necessaria la sua approvazione, sembra un po' strano che Mozart non abbia avuto alcun problema al riguardo, nonostante fosse nota la sua qualità di massone. Probabilmente è un indizio dell'intensità delle sue speranze illuministiche. E del suo idealismo. |