| L'opera è una delle poche forme d'arte i cui inizi possono essere fissati con precisione. Ci sono dei lavori che assomigliano sotto certi aspetti ad un'opera prima che Monteverdi scrivesse il suo primo capolavoro operistico, Orfeo, nel 1607; ma c'è ancora un grande divario tra i primi e quest'ultimo. Il nuovo genere divenne subito immensamente popolare: lo stesso Monteverdi scrisse ben diciassette opere, tutte andate perdute tranne tre. L'ultima, L'incoronazione di Poppea, scritta da Monteverdi nel 1642 in età molto avanzata, è un lavoro innovativo che porta sulla scena quasi esclusivamente personaggi storici - Nerone, le sue amanti, i suoi amici e i suoi nemici.
L'opera italiana, buona o cattiva, conquistò l'Europa. Chiunque non fosse italiano fece almeno un viaggio in Italia per imparare l'arte: Purcell fu l'unica eccezione. La musica più seria, prodotta in Germania, fu ben presto legata alla Chiesa; sebbene sia improprio far rientrare la grande tradizione delle Passioni tedesche nel filone operistico, tuttavia i più importanti creatori di Passioni - da Heinrich Schütz allo stesso Johann Sebastian Bach - erano grandi debitori nei confronti dell'opera italiana, specialmente con riguardo alle sue elaborate linee vocali. Anche Händel, il primo grande tedesco a comporre opere, divenne a questo proposito una sorta di "italiano onorario".
I tedeschi che usarono la loro lingua natìa crearono il Singspiel, un'opera parlata con lunghe sezioni cantate. I più grandi di loro vennero quando il genere era al suo tramonto: Die Entführung aus dem Serail e Die Zauberflöte di Mozart, Fidelio di Beethoven e Der Freischütz di Carl Maria von Weber. Non è una forma molto felice: è molto probabile che un pubblico straniero sopporti di più degli squallidi passaggi cantati che dei meri recitativi che non comprende.
Mentre gli italiani si sono sempre interessati soprattutto alla musica vocale (è vero anche oggi: provate a pensare ad un'importante orchestra sinfonica italiana...), i tedeschi, almeno a partire dal tempo di Bach, si sono sempre più appassionati alla musica orchestrale come forma musicale autosufficiente. Ci volle il genio di Mozart per trarre il meglio da entrambi i mondi: maestro di tutte le elaborate tecniche sinfoniche, egli fu in grado di incorporarle in maniera eccelsa nelle opere, le cui glorie vocali non furono danneggiate dalla ricchezza delle tessiture orchestrali.
A differenza di qualsiasi altro musicista, almeno fino ad oggi, Mozart fu un grande compositore sia nel campo della musica strumentale che in quello della musica operistica. E utilizzò l'uno per fertilizzare l'altro. |