Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart

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Mozart, il bambino prodigio

 

di Robert Dearling
 


 
     Oggi sarebbe chiamato sfruttamento. Le associazioni per la protezione dei bambini sarebbero sul piede di guerra e l'opinione pubblica esprimerebbe un generale sentimento di riprovazione. Ma nella Salisburgo del diciottesimo secolo Leopold Mozart riteneva che fosse dovuto a Dio il far conoscere al mondo la piccola meraviglia che Egli gli aveva donato. Così quando Wolfgang, che aveva dimostrato una straordinaria familiarità con il pianoforte, ebbe raggiunto l'età di sei anni, Leopold portò l'intera famiglia a fare un viaggio di quattro mesi a Vienna e dintorni, facendo visita ad ogni palazzo nobiliare che incontrava. Wolfgang diede il suo primo concerto pubblico alla "Locanda della Trinità", a Linz, il 1° ottobre 1762. In seguito, al palazzo di Schönbrunn, stupì l'imperatrice e i suoi regali ospiti con affascinanti giochi alla tastiera: suonò con i tasti coperti da un panno, con le mani dietro la schiena, e così via. Quando gli applausi risuonavano al suo orecchio, Leopold già immaginava il futuro: un grande viaggio europeo per mostrare il talento dei suoi bambini ad un mondo pronto a pagare per vederlo. Un invito a visitare Versailles fu l'inizio di una nuova avventura.

     Ma la salute del piccolo Wolfgang la rimandò: prima la scarlattina a Schönbrunn e poi i reumatismi a Salisburgo. Finalmente, il 9 giugno 1763 la famiglia Mozart cominciò un viaggio che per la sua lunghezza e complessità, considerate le difficoltà di quel tempo, era estremamente ambizioso. Dopo aver passato Monaco di Baviera, Augusta, Ulm e Ludwigsburg, i Mozart giusero a Schwetzingen dove trovarono la celebre orchestra di Mannheim: il piccolo Wolfgang ascoltò a bocca e orecchie aperte le brillanti esecuzioni di quella che era la migliore orchestra d'Europa. Un giorno avrebbe scritto musica di quel genere. All'età di cinque anni, egli aveva cominciato a comporre piccoli pezzi per clavicembalo e grazie all'esperienza di Leopold stava imparando velocemente l'arte della composizione. Passando per Heidelberg, Mannheim e Worms, la famiglia Mozart arrivò a Magonza, dove diede concerti per sei settimane.

     E poi ancora in viaggio, per Aachen fino a Parigi. Ad Aachen i Mozart incontrarono Amalia di Prussia, sorella di Federico il Grande: ella li invitò cortesemente a Berlino, ma Leopold respinse questa idea: "La principessa ha molto fascino, ma poco denaro", disse. Durante le cinque settimane trascorse a Bruxelles, Wolfgang conobbe lo stile musicale corrente nei Paesi Bassi, facendo tesoro di ogni esperienza per il futuro. Il 18 novembre 1763, i Mozart arrivarono finalmente a Parigi, ma dovette trascorrere quasi un mese prima che potessero essere ammessi alla splendida corte di Versailles. Il tempo, comunque, non andò sprecato: per celebrare l'ottavo compleanno di suo figlio, Leopold pagò la prima pubblicazione di alcuni lavori di Wolfgang, le sonate KV 6 - KV 9, alle quali egli aveva senza dubbio posto mano. Pubblicamente, però, Leopold non sottolineò il compleanno, visto che alcuni mesi più tardi, a Londra, descrisse ancora il figlio come "di sette anni d'età".

     I Mozart trascorsero ben sedici mesi nella capitale inglese. Là incontrarono il figlio più giovane di Bach, Johann Christian, e il suo amico Abel: la loro musica ebbe un'influenza decisiva su Wolfgang, che cominciò a scrivere, nel villaggio di Chelsea sotto l'occhio attento di Leopold, la sua prima sinfonia, un lavoro che dimostra chiaramente il debito di Wolfgang nei confronti di questi compositori.

     Londra aveva tributato un grande successo ai Mozart, ma venne il momento di partire. Nella città olandese de L'Aja, Wolfgang e la sorella furono colpiti dal tifo. Pur essendo gravemente malato, il piccolo Mozart si dedicò a comporre sonate e sinfonie, mentre suo padre ricoprì il ruolo di copista. La famiglia tornò poi a Parigi, dove venne osservato che Wolfgang non sembrava affatto invecchiato rispetto a due anni prima. Il viaggio verso casa portò i Mozart a Digione, Lione, Ginevra, Losanna, Berna, Zurigo, Winterthur, Schaffhausen: finalmente il viaggio si concluse con l'arrivo a Salisburgo, il 29 novembre 1766. La mente di Mozart aveva guadagnato moltissimo, ma il corpo ne era stato irreparabilmente indebolito. Nonostante le gravi malattie, egli era stato spinto attraverso mezza Europa da un padre che mirava ad aumentare il profitto.

     Per dieci mesi i Mozart godettero della tranquillità di Salisburgo; Wolfgang continuò comunque a comporre moltissimo: due lavori teatrali, quattro concerti per pianoforte e svariate opere sacre. Poi Leopold condusse i due figli a Vienna... nel bel mezzo di un'epidemia di vaiolo. Entrambi i bambini caddero ammalati, ma sopravvissero e riuscirono a mostrare il loro talento nella capitale austriaca per circa un anno. Quando fecero ritorno a Salisburgo li aspettava un duro colpo: il salario di Leopold era stato sospeso! L'arcivescovo - è comprensibile - riteneva irragionevole continuare a pagare un servitore sempre assente.

     Per Leopold, la risposta a questa difficoltà stava nella realizzazione di un altro viaggio, ma senza la moglie e la figlia: soltanto Wolfgang era l'attrazione della folla. Leopold e Wolfgang partirono così per l'Italia: il 5 gennaio 1770 giunsero a Verona, poi a Mantova, Milano, Parma, Modena, Bologna, Firenze, Siena e finalmente Roma. Fu qui che Wolfgang sentì il Miserere dell'Allegri, un'opera che era di proprietà della Chiesa e non poteva essere divulgata. Egli l'ascoltò e lo trascrisse a memoria senza commettere neppure un errore. Il viaggio riprese in direzione sud, fino a Napoli, poi iniziò il ritorno, attraverso un'altra dozzina di città: l'arrivo a Salisburgo avvenne il 28 marzo 1771. IL viaggio era stato un successo: erano state fatte conoscenze importanti e inoltre il papa aveva designato Wolfgang cavaliere dell'Ordine dello Speron d'Oro. Ma ora il giovane Mozart aveva quindici anni: era tempo di trovare un lavoro stabile.

     Leopold e Wolfgang tornarono nuovamente a Milano, in agosto, ma la promessa di un'occupazione sicura in questa città si risolse in nulla di fatto, malgrado un'ulteriore visita l'anno successivo.

     Wolfgang riscosse un'enorme impressione ovunque andò e le opere scritte per il pubblico italiano conseguirono un grande successo. Ciononostante, dopo undici anni di viaggi, egli fu costretto a tornare a Salisburgo, dove lo attendeva la magra esistenza di servitore musicale dell'arcivescovo.

 

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