| Schematizzando, nel momento in cui nacque Mozart c'erano quattro diversi stili sinfonici in evoluzione: l'italiano, quello di Mannheim, il viennese e il tedesco. La sinfonia prende origine dall'ouverture dell'opera italiana, dalla quale deriva il nome stesso di sinfonia e la prima orchestrazione (due corni, due oboi, archi e basso continuo). Le sinfonie più antiche avevano tre movimenti (veloce-lento-veloce) e presentavano uno stile davvero leggero: la sostanza musicale era tutt'al più una tenue linea melodica accompagnata da accordi; di rado c'era un vero e proprio sviluppo musicale. Giovanni Battista Sammartini si segnalò come il più importante compositore di sinfonie italiane prima del 1760. Mozart lo incontrò nel 1770.
Dalla parte opposta stava lo stile della sinfonia di Mannheim. Mannheim era sede di una corte tedesca che aveva attirato vari musicisti di primo piano, in particolare suonatori di archi dalla Boemia, e che dunque amava esibire la sua eccellente orchestra. Negli anni seguenti al 1750, il compositore principale era Johann Stamitz, le cui sinfonie erano assai più lunghe e complesse di quelle italiane. Egli faceva in modo che ciascuno strumento avesse occasione di mettersi in luce, cosicché la tessitura orchestrale si ispessì con il contrappunto e si caratterizzò per una serie di piccoli frammenti echeggiati da uno strumento all'altro. Stamitz inoltre portò a quattro il numero dei movimenti, aggiungendo una danza (come ad esempio il minuetto e trio) prima del finale. Le sinfonie di Mannheim, infine, erano rinomate per i loro emozionanti crescendo. Sebbene Johann Stamitz fosse morto nel 1757, l'orchestra era ancora di qualità tale da essere ammirata da Mozart, quando egli visitò Mannheim nel 1777.
Tra la linearità italiana e la complessità di Mannheim stava lo stile della sinfonia viennese, che oltre ad avere un movimento di danza era caratterizzata dall'uso del canone per arricchire la lieve tessitura all'italiana.
La sinfonia tedesca seguiva in sostanza lo stile italiano, ma lo arricchiva con il contrappunto e con una più complessa armonia. Grazie all'approfondimento nell'uso del contrappunto per opera di compositori come Carl Philipp Emanuel Bach, i musicisti tedeschi raggiunsero livelli di serietà e drammaticità sconosciuti alle sinfonie italiane.
Per comprendere le sinfonie di Mozart, è importante tenere presente questo panorama, poiché grazie ai suoi viaggi egli ebbe modo di conoscere bene tutti questi stili e, più di ogni altro, contribuì a fonderne le differenti qualità per creare l'eclettico stile sinfonico degli anni Ottanta e Novanta del diciottesimo secolo.
Le primissime sinfonie mozartiane erano ispirate a Johann Christian Bach, che Mozart conobbe a Londra nel 1764. Mentre era in Italia, Johann Christian Bach aveva sviluppato lo stile contrappuntistico che aveva appreso da suo padre, con il risultato che le sue sinfonie erano in grado di fondere la melodia con la fantasia. Lo stile sinfonico di Mozart affonda le sue radici in questo stile ibrido di Johann Christian Bach, poiché anche lui aveva sperimentato in prima persona l'incontro della cultura nordica con quella meridionale. Un buon esempio di questo primo stile sinfonico è la sinfonia in re maggiore KV 19, che egli scrisse a Londra nel 1765.
Alla fine degli anni Sessanta, Mozart soggiornò a Vienna e poi fece ritorno a Salisburgo. A Vienna egli compose un'altra serie di sinfonie, contraddistinte questa volta dal movimento con il minuetto e trio, tanto apprezzato dagli austriaci. Come aveva fatto a Londra, Mozart adattò il suo stile sinfonico al gusto locale e così facendo sviluppò la sua tecnica personale. Quindi Mozart visitò l'Italia e da tale visita derivò un altro gruppo di sinfonie.
Nel 1772 Mozart venne assunto dall'arcivescovo di Salisburgo in qualità di Konzertmeister: il suo datore di lavoro si aspettava che egli scrivesse nuova musica con regolarità. Mozart aveva appena sedici anni, ma aveva maturato un'esperienza a livello internazionale che nessun altro suo contemporaneo poteva vantare: per questo fu un "acquisto" notevole per l'arcivescovo. Ad ulteriore vantaggio dell'arcivescovo stava la giovane età di Mozart, giacché egli non era tanto famoso da essere richiesto altrove. Cionostante i rapporti tra l'arcivescovo e Mozart non furono buoni, dal momento che quest'ultimo non considerava il posto a Salisburgo come la fine della sua carriera itinerante e perciò era spesso in viaggio.
Questi anni a Salisburgo, però, segnarono l'apice dell'apprendistato di Mozart, come dimostrano due delle sinfonie che egli scrisse in questo periodo: la sinfonia n. 29 in la maggiore KV 201 (1774) e la sinfonia n. 25 in sol minore KV 183 (1773). La prima rappresenta il culmine dello stile "italo-viennese", sfarzosamente melodiosa, ricca di idee e con la tessitura ispessita dal gioco delle imitazioni tra una parte e l'altra. La seconda è alquanto diversa: è uno dei pochi esempi del cosiddetto stile preromantico dello Sturm und Drang cui si ispirarono anche alcune delle prime sinfonie di Haydn (ed esempio le n. 44, 49 e 52). Lo stile è drammatico ed emozionante, notevole per i suoi ritmi spesso sincopati e per i salti melodici.
Mozart scrisse più di cinquanta sinfonie, sebbene la numerazione ufficiale si fermi al numero 41. La maggior parte di esse venne scritta prima del 1781, anno in cui Mozart lasciò il servizio presso la corte dell'arcivescovo. Le sinfonie erano una buona strada per affermare la sua reputazione e per guadagnare un po' di denaro attraverso le esecuzioni, le commissioni e le pubblicazioni. Ma quando Mozart divenne un libero artista a Vienna, poteva raggiungere il successo soltanto con una buona opera seria italiana. Gli sforzi di Mozart si diressero per lo più verso questo fine e perciò il tempo dedicato alla composizione di sinfonie risultò necessariamente limitato. Tra il 1782 e il 1786, inoltre, esse vennero in un certo senso soppiantate dai concerti per pianoforte.
Gli ultimi anni di Mozart videro la nascita delle sue sinfonie più straordinarie. Due vennero composte in occasione della visita di Mozart a due città: Linz (n. 36 KV 425) e Praga (n. 38 KV 504) ed entrambe riflettono il carattere della relativa città (come la sinfonia n. 31 "Pariser" KV 297). La Linz è la prima sinfonia mozartiana ad avere una introduzione lenta, mentre la Praga non ha il minuetto e trio.
Nel 1788 Mozart scrisse le sue ultime tre sinfonie nel breve volgere di sei settimane. Non è chiaro per quale scopo esse siano state composte. Se le sinfonie n. 39 (KV 543) e n. 41 (KV 551) sono i simboli del puro classicismo, la sinfonia n. 40 in sol minore (KV 550) anticipa gli sviluppi successivi dal punto di vista sia della forma che del carattere. Per questa ragione essa fu la sinfonia più ammirata dai critici del diciannovesimo secolo.
Nel campo della sinfonia Mozart non fu un innovatore come Haydn, ma ha senza dubbio dato voce alla sua personalità musicale. Egli amava, ben più di Haydn, le ricche tessiture che permettevano un dialogo lirico tra stati d'animo contrastanti, rappresentati da due aree tematiche ben definite nel primo movimento delle sue sinfonie. L'opera lirica è il cuore della musica mozartiana e l'apice della sua impareggiabile carriera musicale. Anche nel campo strumentale, tuttavia, Mozart non ha mai avuto eguali come orchestratore: lo dimostrano, pagina dopo pagina, le sue eccelse sinfonie.
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