| I sofisticati principi di costruzione, sperimentati negli anni Trenta dell'Ottocento da Theobald Böhm, consentirono agli strumenti a fiato di suonare in tonalità differenti, in modo tale che essi erano in grado di emettere un suono uniforme in qualsiasi tonalità.
I suonatori dell'epoca di Mozart non avevano avuto questa fortuna. I loro strumenti avevano poche tonalità, per cui il suono risultava più fievole e irregolare quando suonavano in una tonalità diversa da quella loro propria. Tra l'altro, erano molto più difficili da suonare degli strumenti attuali.
Gli strumenti a fiato di fine Settecento tendevano a suonare vivamente nelle loro tonalità naturali (intendendo quest'aggettivo sia nel senso comune che in quello musicale), mentre erano attutiti e velati (o addirittura non si potevano suonare) nelle altre tonalità. Le tonalità "naturali" degli strumenti a fiato del Settecento erano queste:
- Flauto: Sol, Re, La
- Clarinetto: Sol o La (a seconda della lunghezza)
- Fagotto: Fa, Si bemolle, Mi bemolle
- Corno: Mi bemolle
- Tromba: Do o Re
Queste sono le illustrazioni di alcuni strumenti a fiato del tempo di Mozart.
| Flauto |
Clarinetto |
Fagotto |
Corno |
Tromba |
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